Prorogato il taglio accise. Giorgetti: "Cambi il Patto"

Scritto il 10/05/2026
da Gian Maria De Francesco

Arriva il decreto che estende gli sconti al 22 maggio. Foti: "Margini ormai ridotti per intervenire ancora"

Il governo tira dritto sul fronte caro-energia e prova a tenere insieme due esigenze che, nelle ultime settimane, sono diventate sempre più difficili da conciliare: proteggere famiglie e imprese dall'impennata dei prezzi senza mettere a rischio gli equilibri della finanza pubblica. È, infatti, "in corso di pubblicazione" il decreto del ministero dell'Economia che estende al 22 maggio il taglio delle accise sui carburanti. L'intervento rappresenta l'ennesimo tassello di una strategia emergenziale che da metà marzo è già costata alle casse pubbliche quasi 2 miliardi di euro. Prima il decreto pre-Pasqua, poi la proroga di aprile e infine il nuovo "carburanti-ter", costruito in due fasi e finanziato anche attraverso l'extragettito Iva generato dall'aumento dei prezzi.

La linea del governo, però, non si esaurisce nell'intervento tampone sulle accise. Il vero obiettivo politico è spostare il confronto a Bruxelles e convincere l'Europa che la crisi energetica non può essere affrontata con gli stessi strumenti ordinari utilizzati in tempi normali. È in questa cornice che si inseriscono le parole del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "Viviamo in un'epoca complessa, segnata da tensioni geopolitiche, guerre commerciali, conflitti bellici, transizioni energetiche, trasformazioni tecnologiche e instabilità finanziarie", ha spiegato Giorgetti ieri al giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza a Bergamo sottolineando che sono "tutti fattori che incidono profondamente sugli equilibri economici, sociali e sulla sicurezza finanziaria dei Paesi". Da qui il richiamo a "prudenza e senso di responsabilità", ma anche alla necessità di "aprire spazio a soluzioni innovative e realistiche, senza preconcetti o ideologie fini a se stessi".

Il messaggio è chiaro: di fronte a uno shock energetico che rischia di trasformarsi in una crisi industriale e sociale, servono strumenti nuovi e soprattutto maggiore flessibilità europea. Giorgetti insiste sul fatto che "non bisogna sottovalutare l'impatto sociale delle politiche economiche odierne" e ricorda come "anche le regole attuali del commercio internazionale, della finanza o della governance globale possono cambiare". Un riferimento che vale anche per il Patto di Stabilità e per quei vincoli che, secondo la linea italiana, non possono diventare un ostacolo alla difesa del sistema produttivo europeo.

Dentro questo ragionamento si inserisce anche l'intervento del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che prova a spiegare perché la partita non possa essere giocata soltanto sul terreno dei sussidi pubblici. "Il taglio delle accise diventa importante se hai spazi fiscali, perché allora puoi decidere di farlo", ha osservato, ricordando però che "oggi l'Italia ha degli spazi molto più limitati rispetto alla media dei Paesi europei soprattutto di Paesi come la Germania e la Francia". Da qui la conclusione: "A questo punto il vero tema è diminuire il costo del prodotto". A chiudere il cerchio il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. "Desertificare il sistema produttivo europeo non conviene all'Europa", ha avvertito, ribadendo che Bruxelles deve smettere di affrontare le crisi con un eccesso di rigidità burocratica" e chiedendo "maggiore semplificazione".