"Io e Vittorio abbiamo un figlio in comune: si chiama Ugo. È un asino". Inizia così l'aneddoto raccontato dall'onorevole Michela Vittoria Brambillasu un regalo molto particolare che le ha fatto il direttore Feltri in passato: "Lo avrebbero brasato alla festa dell'Unità, l'ho preso ma non so dove metterlo: per il tuo compleanno era banale regalarti dei fiori". E giù di applausi nella sala conferenze del Palazzo Reale di Milano dove si è concluso il corteo promosso per celebrare la legge Brambilla per la difesa degli animali (in sala anche Susanna Tamaro e Silvia Veronsei della fondazione Veronesi). "Se volevamo difendere le loro condizioni di vita dovevamo cambiare la legge e oggi la legge c'è e vale per tutti gli animali, nessuno escluso", ha sottolineato l'onorevole, ribadendo che "se qualcuno sperava nell'impunità ha sbagliato Paese". Tantissime le realtà e associazioni animaliste presenti, sia in corteo sia nella sala gremita. "Ho sempre amato le bestie, essendo più bestia di loro", ha esordito Feltri, spiegando così il suo grande amore per tutti gli animali: "Invecchiando sono peggiorato e le zanzare addirittura mi piacciono". Il direttore, che si è definito un "gattolico" praticante, sottolineando la sua passione per i felini, ha spiegato di non comprendere nemmeno quando "si uccide una zanzara". Ha invitato tutti a "evitare qualunque tipo di violenza", aggiungendo: "Molti uomini e donne mi sono antipatici ma non mi viene da picchiarli".
Un amore universale per gli esseri viventi, quello predicato dal direttore, che ha sottolineato come "soprattutto i bambini devono crescere in un ambiente in cui si rispettano anche gli animali". Feltri ha poi parlato della sua scelta di vita vegetariana: "Umberto Veronesi faceva il suo predicozzo animalista e nessuno mi ha convinto più di lui". L'onorevole Brambilla ha annunciato che la sua prossima battaglia sarà per fermare la caccia: "Sarà una guerra senza quartiere".