In marcia per l’Iran. Senza polemiche, al fianco degli iraniani. C’erano (quasi) tutti a Roma per la manifestazione a favore dell’Iran. Libero da guide supreme e ayatollah. Cartelli, striscioni e bandiere hanno sfilato per le vie del centro. Al grido di “Khamenei assassino” e "No alla dittatura" in molti hanno voluto mostrare la propria vicinanza a chi lotta da giorni a costo della vita per un futuro migliore. Roseo. Una manifestazione organizzata dai Radicali con la partecipazione di altri partiti politici. C’erano i giovani di Forza Italia, Carlo Calenda con i suoi di Azione e alcuni membri di Oltre. C’erano, soprattutto, gli iraniani. Molti invocavano il ritorno del principe Reza Pahlavi, la sua immagine era ovunque. "Diritti umani per tutti", “Iran libero” erano alcuni degli striscioni. “Donna vita e libertà" urlavano le iraniane, commosse da quanto sta accadendo nel loro Paese. “Siamo scioccati dalle immagini che arrivano” ci dice una delle manifestanti “Il mondo deve reagire, non possono lasciare soli i nostri fratelli”.
C’è chi invoca l’intervento americano e chi, invece, è più cauto come Ramin, da quarant’anni in Italia. “Devono aiutarci, ma con la guerra non si risolve niente. Non siamo l’Iraq o l’Afghanistan da conquistare. Abbiamo la nostra storia, la nostra cultura, vogliamo solo essere liberati.” “Chi combatte per la libertà, in qualunque parte del mondo, combatte per la libertà di tutti, non solo per la propria” ha detto Carlo Calenda, in marcia anche lui in solidarietà con i ragazzi iraniani. “Credo che la solidarietà che nasce da questa manifestazione, da quelle che si sono svolte nei giorni scorsi e da quelle che si svolgeranno, sia un fatto fondamentale. Per questo era doveroso esserci e dire: ci siamo, siamo qui con voi, pronti ad aiutare.” Al fianco di Carlo Calenda anche il generale Vincenzo Camporini, per lui (esperto in materia) un attacco militare, dall’alto, non servirebbe a molto. Anche Mahnaz, giovane iraniana, concorda: “Cosa succederebbe? Nulla! È importante che i governi riconoscano la rivoluzione che stiamo facendo, che non ci additano come terroristi. Dobbiamo lottare da soli per il nostro futuro.”
"Con le sorelle iraniane da sempre per sempre" recitava un altro striscione. Una manifestazione partecipata, sentita. Senza tensioni come quella in cui hanno partecipato i leader della sinistra italiana. Elly Schlein, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte che, a differenza dei suoi “compagni” non ha votato la mozione unitaria del Parlamento in sostegno all’Iran. Una posizione "vergognosa” secondo il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri “il capo dei grillini finge di difendere gli iraniani, poi difende Maduro. Per Conte dittatori e comunismo sono risorse preziose da elogiare" ha detto. Poco distante una donna con gli occhi lucidi e un bambino di due anni in braccio ci dice “io sono iraniana, il mio sogno è portare mio figlio lì, nel mio Paese. Spero di poterlo portare a breve in un Paese libero.” Glielo auguriamo.